Una luce pura avvolgeva ogni cosa, diffondendosi senza origine né confine. Una brezza lieve accarezzava l’aria, mentre il suono di minuscole gocce cadeva con la dolcezza di una melodia lontana. Tutto era immerso in una pace così profonda da sembrare eterna. Un giovane sedeva immobile, con lo sguardo rivolto verso un orizzonte che non aveva fine.
«Scusami… ti ho fatto aspettare a lungo?»
Anche l’altro ragazzo aveva infine raggiunto la cima della lunga scalinata che conduceva fin lassù. La persona che aveva atteso fino a quel momento si voltò verso di lui e gli sorrise con dolcezza. Non rispose subito. Con un lieve gesto della mano indicò il pavimento candido accanto a sé, invitandolo a sedersi al suo fianco.
«No… non sono qui da molto.»
«Mi dispiace...»
Barth continuava a rammaricarsi, oppresso da un leggero senso di colpa per averlo fatto attendere, ma Tanrak scosse delicatamente il capo. Allungò un braccio e gli strinse la spalla, prima di far scivolare la mano fino a intrecciare le dita con le sue: un gesto intimo, capace di sostituire le innumerevoli parole che si erano detti in vita e che avrebbero continuato a dirsi per l'eternità.
«Trovarsi qui insieme, adesso... è la cosa più meravigliosa che potesse accaderci.»
Non servirono altre spiegazioni. I due ragazzi si strinsero forte, appoggiando la testa l'uno contro quella dell'altro per condividere quell'amore e quel legame profondo che, nel tempo, si erano annodati come fili indissolubili. Le loro labbra si sfiorarono con infinita grazia, mentre si sussurravano a vicenda le ultime storie del mondo che si erano lasciati alle spalle. Una luce candida e splendente si sprigionò tutt'intorno, avvolgendo l'intero spazio e fondendo ogni cosa in un'unica, vivida immagine d'eternità. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
FINE