La ragazza di Pepper era Kaem. La stessa Kaem che aveva commissionato ai Mars la campagna pubblicitaria del campeggio. La loro storia era iniziata ai tempi dell'uscita del loro secondo album. A quell'epoca Pepper stava iniziando a muovere i primi passi nel mondo della televisione come conduttore. Fu proprio durante un evento promozionale legato a uno dei prodotti di Kaem che le loro strade si incrociarono per la prima volta. Lei era sofisticata, sicura di sé, con un'eleganza naturale a cui era impossibile restare indifferenti. Pepper non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, pur imponendosi di non fare un solo passo verso di lei. Dopotutto era una cliente e lui era ancora un idol in piena ascesa, incatenato alle ferree aspettative dei fan e del mercato. Eppure, con il passare delle settimane, finì per cedere a quella grazia discreta e a quella cura genuina che lei, quasi senza darlo a vedere, gli riservava ogni volta. A ogni incontro, Kaem si ritagliava sempre un momento per chiedergli se fosse stanco e se c’era qualcosa che poteva fare per lui. Non era tenuta a farlo, ma per lei il benessere di Pepper veniva prima di tutto. La sua compostezza, la maturità e quel modo pacato e responsabile di affrontare qualsiasi tempesta lo avevano stregato. Dopo qualche ricerca fatta con la massima discrezione, Pepper aveva scoperto che Kaem era single da tempo, totalmente devota al lavoro, al suo team e al suo cagnolino. Pepper aveva usato proprio la scusa di chiedere consigli su come accudire un animale dometico — pur non avendone uno — per agganciare un discorso e iniziare a frequentarla. Mentre i Mars toccavano l'apice del successo, lui aveva provato in tutti i modi a tenere le distanze, conscio di quanto una relazione segreta avrebbe distrutto tutto. Ma l'amore non segue le strategie di mercato.
Quando Thame aveva accettato di partire per la Corea per il suo debutto solista, Pepper si era sentito paradossalmente sollevato. Non doveva più scegliere tra il gruppo e i suoi sentimenti. Non potendo più inseguire il sogno dei Mars, aveva scelto l'amore. Kaem era diventata importante, e insieme avevano iniziato a posare i mattoni di un futuro normale. Pepper si era tuffato nel lavoro di presentatore, un ambiente meno soffocante che gli permetteva di vivere la loro relazione al riparo da occhi indiscreti. Era convinto di aver finalmente trovato l'equilibrio. Poi, come un fulmine a ciel sereno, Thame aveva annunciato di voler riunire i Mars. Una notizia bellissima per gli altri, ma una mazzata per lui. I Mars avrebbero potuto brillare benissimo anche senza la sua presenza: Thame era il leader carismatico, Jun l'impeccabile visual, Dylan la mente musicale e Nano l'anima del ballo. E lui? Lui era l'all-rounder. Quello che faceva un po' di tutto, ma che all'atto pratico non era indispensabile a nessuno. Il gruppo non avrebbe avvertito la sua mancanza.
«La prima volta che ho scelto Kaem è stato perché tu avevi deciso di mollare tutto e andare in Corea,» ammise Pepper. «Ma stavolta la scelgo perché lo voglio io. Abbiamo costruito troppo insieme mentre tu eri via. Lei è diventata il mio pilastro, Thame. Non posso far finta di niente e cancellarla dalla mia vita. E per quanto riguarda te...» si girò a fissare il leader negli occhi. «Se hai intenzione di troncare con Po, fallo adesso. Se devi chiudere quel capitolo prima che sia troppo tardi, il momento è questo.»
─── ♫ THAME ✦ PO ♫ ───
Il campanello sopra la porta della sartoria emise un trillo leggero. Thame varcò la soglia con il cuore in gola, dilaniato da una guerra interna che non poteva più rimandare. Solo ventiquattr'ore prima si era presentato lì per fare chiarezza su ciò che provava, ma le parole spietate di Pepper avevano stravolto tutto. Gli idol non possono avere una relazione. Era la legge non scritta - ma spietata - dell’industria, che li seguiva fin dai tempi da trainee. Per proteggere l’immagine immacolata dei Mars, non potevano frequentare nessuno.
«Sai di Pepper e di Khun Kaem?» chiese Thame a bassa voce, prendendo posto accanto a Po.
Po annuì in silenzio, senza alzare lo sguardo dai cartamodelli. Thame notò il leggerissimo tremolio delle sue mani.
«Sono venuto qui per parlarti di noi.»
Cercò disperatamente il suo sguardo. Sapeva che certe decisioni andavano prese guardandosi negli occhi, e che se una relazione doveva finire, bisognava affrontarla con dignità e rispetto.
«Volevo dirti... grazie. Per tutto quello che hai fatto per me e per il gruppo.»
Thame si bloccò, cercando la forza per pronunciare quelle parole di addio che gli straziavano la gola.
«Io...»
Ma prima che potesse mettere insieme la frase finale, Po mormorò con il filo di voce che gli rimaneva: «Non dirlo. Ti prego... non adesso.»
«Devo farlo, Po,» insistette Thame, sentendo ogni sillaba pesare come piombo.
Po alzò finalmente gli occhi. Il cuore di Thame si spezzò in mille pezzi nel vedere la prima lacrima rigargli la guancia. Sopraffatto dal dolore, Thame distolse lo sguardo, imponendosi di andare fino in fondo per il bene del gruppo.
─── ♫ THAME ✦ PO ♫ ───
Il rimbalzo sordo del pallone da basket fece da sottofondo al loro secondo incontro sul campetto in cemento.
«Ho saputo che sei andato a parlare con Po... e che ti sei confidato anche con Khun Kaem,» ruppe il silenzio Pepper.
«Sì.»
«Perché lo hai fatto?»
«Perché se ti avessi affrontato prima, non avrebbe cambiato la sostanza delle cose,» rispose Thame, facendo ruzzolare la palla verso di lui. «E adesso? Che intenzioni hai?»
Pepper prese la mira e scagliò un tiro perfetto che sfrecciò nella retina. «Mi sto solo chiedendo se ne valga davvero la pena. La tua scelta... e tutte le cose belle che hai detto su di me, su quanto io sia fondamentale per i Mars.»
Recuperò il pallone e fece un altro tiro. «Un all-rounder dovrebbe essere colui che tappa ogni falla, no? Se tu non puoi cantare, canto io. Se Nano s'infortuna, lo sostuisco io. Se Dylan non è presente, rappo io. Ma io non mi sento così indispensabile.»
«Per me essere un all-rounder ha un significato del tutto diverso,» ribatté Thame. «C'è l'aspetto tecnico, certo. Ma poi c'è la funzione più importante. Tu sei la colla che ci tiene attaccati. Io posso anche figurare come leader, ma il mio ruolo si limita a fare da scudo con l'agenzia. Sei tu il vero punto di riferimento per gli altri. Se i ragazzi potessero votare un leader, non sceglierebbero me. Sceglierebbero te. Io traccio la rotta, Pepper, ma sei tu che fai funzionare la nave.»
Pepper stringeva la palla tra le mani, palesemente scosso da quelle parole.
«Quindi, anche se io e Kaem siamo una mina vagante pronta a esplodere in mano al gruppo...»
«Non ti preoccupare,» lo interruppe Thame con un sorriso amaro. «Anch’io ho la mia mina.»
La verità era che Thame, davanti alle lacrime di Po, non ce l'aveva fatta. Non aveva avuto la forza di distruggere il loro legame.
«Non devi lasciarla, Pepper. So che non ci riusciresti mai. Quando mi sono trovato davanti a Po per dirgli che dovevamo chiudere la nostra storia… non ce l’ho fatta. Mi è stato semplicemente impossibile. Così ho deciso che continueremo ad andare avanti insieme. Credo con tutto me stesso che sia possibile proteggere entrambe le cose — la musica che amiamo e le persone che ci rendono felici. Entrambe fanno parte della nostra vita.»
La sua non era una resa, né la scelta sofferta tra la carriera e i sentimenti. Era la promessa di combattere per fare spazio a tutto. Per i Mars, per Pepper, e per Po. E la sola e unica cosa che Thame aveva trovato il coraggio di dire a Po prima di andare via dalla sartoria, riabbracciandolo forte, era stata: «Continuiamo a camminare insieme, qualunque cosa ci riservi il futuro.»