Po ed Earn si conoscevano fin dai tempi della scuola. Baifern, al contrario, non aveva mai sopportato quel ragazzo, ma un giorno si era limitata a dire: «Se piace a te, che sei il mio migliore amico, allora farò uno sforzo per sopportarlo.»
Earn ripeteva in continuazione a Po che senza di lui non ce l'avrebbe mai fatta. Diceva che il loro sogno era raggiungere il successo e che EarnChop sarebbe stata la chiave per realizzarlo. Fiducioso, Po aveva rinunciato a un lavoro stabile e promettente per permettere ad Earn di concentrarsi a tempo pieno sullo sviluppo dell'app. Nel frattempo, Po si occupava di ogni cosa: lavava i piatti, faceva il bucato e si assicurava che in casa non mancasse mai da mangiare. Earn, dal canto suo, passava le giornate chiuso in stanza, del tutto assorbito dal progetto. Per coprire le spese, Po aveva iniziato a lavorare part-time nella sartoria di zio Choi, guadagnando quanto bastava per tirare avanti in due. Lo sviluppo dell'app non rendeva ancora un singolo baht, ma le spese continuavano a salire. Ogni tanto Po era persino costretto a chiamare i suoi genitori per farsi prestare dei soldi, annotando minuziosamente ogni cifra sul taccuino con la promessa di restituire tutto non appena EarnChop fosse decollata. Tutte le sere, dopo il lavoro, Po comprava due panini—uno per sé e uno al tonno per Earn—e, una volta a casa, si rimetteva al computer per dargli una mano con il design e la grafica. Quando finalmente l'app fu completata, si strinsero in un abbraccio liberatorio e festeggiarono con una birra sul balcone. In quel momento, Po vedeva davanti a sé un futuro luminoso al fianco di Earn.
Per il lancio ufficiale di EarnChop, Earn organizzò un evento esclusivo nella sala di un grande hotel, invitando decine di investitori. Elegante nel suo abito scuro, presentò l'applicazione con una sicurezza incrollabile, strappando tantissimi applausi. Gli investitori abboccarono all'istante e, nel giro di una serata, Earn si ritrovò proiettato verso il successo e la ricchezza. Immerso tra la folla, Po applaudiva orgoglioso. La sua gioia, però, si sbriciolò in un istante quando sentì Earn prendersi l'intero merito della creazione di EarnChop, senza menzionarlo nemmeno una volta. In quel momento, ogni briciola di orgoglio scivolò via da Po. Il boato degli applausi gli rimbombava nelle orecchie, diventando un rumore assordante. Non pretendeva che Earn raccontasse al mondo di come gli avesse fatto da maggiordomo per tre anni, ma sperava almeno in un accenno al fatto che l'interfaccia, il logo e le funzionalità principali dell'app portavano la sua firma. Invece, niente. Una volta rientrati in appartamento, esplose la lite. Earn si difese con arroganza, sostenendo di non aver fatto nulla di male e che l'architettura logica dell'app—la parte davvero importante—era farina del suo sacco. A suo dire, gli investitori cercavano un genio solitario, non un lavoro di squadra. Po non sapeva cosa rispondere; non capiva quelle ciniche logiche di mercato. Non era mai stato il tipo da sgomitare o da prendersi la scena, e gli andava bene rimanere un passo indietro. Ma Earn decretò che era giunto il momento di chiudere la loro storia, perché ormai viaggiavano su due binari diversi.
«Io sto per toccare il cielo grazie al grande successo dell’app, mentre tu Po, sei rimasto fermo. Come potrei presentarti agli altri? Cosa dovrei dire, che il mio compagno fa il commesso part-time in una sartoria? Ci riderebbero dietro.»
Po rimase impietrito, svuotato d'ogni parola.
«Quando due persone non sono più sulla stessa lunghezza d’onda, separarsi è l'unica cosa logica da fare.»
Earn raccolse le sue cose e se ne andò, lasciando per sempre l'appartamento che gli aveva fatto da rifugio durante la scalata al successo. Portò via tutto ciò che aveva un valore, lasciandosi alle spalle soltanto ciò che non gli serviva più: vecchie bozze, progetti scartati... e Po. Seduto sul pavimento di quella stanza improvvisamente troppo vuota, circondato dai fantasmi della loro vita insieme, Po fece una promessa a se stesso: mai più. Mai più avrebbe permesso a una persona del genere di entrare nella sua vita. Qualcuno capace di usare gli altri per salire in alto, per poi liberarsene senza il minimo rimorso. Mai più.